Lo sci fuoripista in Italia è assolutamente "permesso" e "legale", come in tutto il resto d'europa e del mondo. La normativa nazionale lo regolamenta con l'art.17 della legge 363 del 2003, scaricando il gestore degli impianti da qualsiasi responsabilità per il fuoripista e imponendo ai praticanti l'obbligo di indossare l'Arva.

La normativa regionale Abruzzese (legge nr.24 del 2005), pur ripetendo esattamente gli stessi principi di legalità della legge nazionale, faceva fino all'Ottobre 2015, però delle piccole "aggiunte" quà e la che introducevano delle difficoltà interpretative. Soprattutto recavano in se delle contraddizioni che inducevano le forze dell'ordine e fare la multa a chi sciava fuoripista ed i sindaci ad emettere ordinanze di divieto.
Nell'Ottobre 2015 (legge regionale nr.31 del 16 ottobre 2015) , dopo due anni di battaglia legale condotta dalla nostra associazione, grazie all'intervento determinante della Prefettura dell'Aquila, è stata modificata la legge regionale, eliminando totalmente il confuso divieto di sci fuoripista esistente. Ora dunque anche in Abruzzo come in tutte le altre regioni si può praticare lo sci fuoripista "freeride".


Tranne però laddove il Sindaco di un comune con una stazione di sci ritenga di dover fare una "ordinanza di divieto per pericolo valanghe". In tal caso lo sci fuoripista è vietato. Quindi in questo momento biosogna sempre verificare che non vi sia in vigore una ordinanza di divieto nel comune in cui si sta sciando.

La "battaglia" della nostra associazione è dunque attualmente impegnata su questo "fronte". Tali ordinanze, va sottolineato, non esistono - se non sporadicamente - in altri comuni italiani. Sicuramente non nelle principali stazioni di sci delle Alpi. A tal fine abbiamo presentato ricorso al Tar e alla Prefettura, nonchè, a Dicembre 2016 un nuovo "dossier" alla Prefettura dell'Aquila.

Un bel problema LEGALE-BUROCRATICO ancora da risolvere.
Proviamo a spiegarlo nei riquadri sottostanti..........

I divieti, fino all'ottobre 2015, scaturivano da tre elementi distinti e separati:

1) I cartelli di divieto affissi nelle stazioni dalle società di gestione degli impianti (ELIMINATI)

2) Il secondo comma dell'art. 99 delle legge regionale che vietava lo sci fuoripista su "alcuni" pendii. (ELIMINATO)

3) Le ordinanaze dei sindaci che, per tutelare la pubblica incolumità, emettono oridinanza di divieto di sci fuoripista.

 

ORA

Il nuovo comma 1 dell'art.99 ha eliminato la necessità da parte del gestore di apporre cartelli di divieto per non essere responsabile degli incidenti a chi va fuoripista:

 "Il concessionario ed il gestore dell'area sciabile attrezzata, o di parte di essa, non sono responsabili di incidenti che possano verificarsi nei percorsi fuoripista accessibili dagli impianti di propria competenza o al di fuori delle piste individuate ai sensi della presente legge, purché sugli stessi impianti sia apposta idonea segnaletica di pericolo di frane o valanghe"

 

PRIMA

Nella maggior parte delle stazioni di sci abruzzesi vi erano affissi dei cartelli di divieto di sci fuoripista in base, non ad una volontà di vietare lo sci fuoripista del gestore degli impianti, ma in osservanza del 1 comma dell’art.99 della legge regionale che, in maniera molto confusa diceva: 
“Il concessionario ed il gestore dell’area sciabile attrezzata, o di parte di essa, non sono responsabili di incidenti che possano verificarsi nei percorsi fuoripista anche se accessibili dagli impianti di propria competenza, purché sugli stessi sia apposta idonea segnaletica di divieto di accesso o di pericolo di frane o valanghe.”

 

ORA

Il comma 2 che vietava lo sci fuoripista è stato eliminato dal nuovo art.99.

 

 

 

 

 

 

PRIMA

Le forze dell’ordine facevano spesso la multa a chi andava fuoripista in base all’art.99. L’articolo 99 della legge regionale (come in tutte le altre regioni), ricalcava quanto stabilito dalla legge nazionale art. 17 e cioè che il gestore non è responsabile per chi sci fuoripista e che il frerider deve indossare l’Arva . 

Nella legge Regionale Abruzzo però era stato aggiunto un comma il numero 2, all’art. 99, che le altre regioni non hanno, che è quello che creava il problema:
Art. 99 - Sci fuoripista e sci alpinismo
2. E’ sempre vietato lo sci fuoripista lungo pendii interessati attivamente o passivamente da rischio di eventi valanghivi potenzialmente connessi con l’area sciabile attrezzata.

ORA E PRIMA

Le ordinanze dei Sindaci sono state negli anni passati un provvedimento contingente di fronte ai primi incidenti legati al distacco di valanghe da parte di sciatori fuoripista. 

Lo sci freeride, nato da pochi anni, crea due tipi di problemi in una stazione di sci:

1. La sicurezza di chi (terzi) scia sulle piste perché un freerider potrebbe staccare una valanga su una pista

2. La sicurezza del freeriders che può essere travolto da una valanga da lui stesso provocata. 

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